BMW: la storia

BMW iniziò la sua storia durante la Prima Guerra Mondiale, nel 1917, con la produzione di motori d’aereo.

Con un atto del 5 ottobre 1917, la produzione della BMW si estese anche ai veicoli terrestri e anfibi e persino a biciclette e ad accessori per autovetture. Il Trattato di Versailles portò mutamenti rilevanti che segnarono la storia di BMW. Nel 1922 Castiglioni rilevò l’azienda ed insieme a Popp concentrò la produzione nel ramo motociclistico e nautico. Nel 1924 BMW riprese a pieno regime anche la produzione nel campo aeronautico.

Il successo arrivò con la produzione automobilistica a cavallo tra gli anni ’20 e ’30. Il 14 Novembre 1928 fu siglato un accordo con il costruttore Eisenach. Nel 1929 entrò in commercio la prima vettura a marchio BMW, la 3/15 successivamente sostituita dalla 3/20.

Nel 1933, con l’arrivo del nuovo responsabile del settore tecnico Fritz Fiedler, l’azienda bavarese passò alla produzione del primo motore a sei cilindri ad alte prestazioni e del primo modello di vettura di classe superiore, la 303 con un motore da 1173 cm³ e 30 CV. Negli anni seguenti continuò la produzione di modelli di classe elevata come la BMW 320 e la 326, due modelli con i quali la Casa dell’Elica divenne un importante competitor della Mercedes-Benz nel settore delle auto di prestigio. Nel settore però la più innovativa fu la 328 dotata di un motore moderno con testata in lega leggera e valvole a V. La BMW 328 inoltre era dotata di grandi qualità dinamiche e fece crescere la fama della BMW come marchio sportivo.

La Seconda Guerra Mondiale e la conseguente crisi BMW

Durante la Seconda Guerra Mondiale BMW partecipò allo sforzo bellico della Germania e si dedicò principalmente alla produzione di motori per aerei. Una grave perdita per la Casa dell’Elica fu la distruzione dello stabilimento BMW Flugmotorebau di Eisenach e delle altre piccole sedi in cui si era riuscito a far traslocare parte delle linee di montaggio. Con il cessare delle ostilità, si aprì un periodo di grandi difficoltà: gli impianti rimasti in piedi dovettero essere in buona parte riconvertiti alla produzione civile. Si trattò di un’imposizione degli alleati per evitare la produzione di motori per aerei e scoraggiare un riarmo tedesco. Riprendere la produzione automobilistica fu difficile. Le uniche risorse finanziarie con le quali tentare di riavviare la produzione automobilistica erano le vendite delle motociclette (che riscossero fra l’altro un buon successo nell’immediato dopoguerra). Ulteriori introiti erano relativi allo stabilimento di Allach, affittato dalle autorità statunitensi come magazzino di ricambi e officina per la riparazione dei propri mezzi militari. Fortunatamente si ripristinò il progetto relativo al motore da due litri già utilizzato sotto il cofano della 326 e gli stampi relativi ai componenti del motore. Questi ritrovamenti rappresentarono l’inizio del progetto sfociato poi nel 1952 con il lancio della BMW 501. A questa seguì la “gemella” 502 con motore V8 progettato e realizzato grazie ai primi proventi derivanti dalla vendita dei primi esemplari di 501. Non fu un successone e le acque in cui navigò BMW non furono tranquille.

BMW: la ripresa

La ripresa per BMW arrivò con la commercializzazione sul mercato tedesco della Isetta che riscosse un buon successo. Per un successo, dietro l’angolo era pronto un insuccesso. Dopo la 501 e la 502, costose e poco redditizie, stesso destino fu riservato alla coupé 503 e alla roadster 507. Nel 1957 arrivò la 700, una piccola BMW dal prezzo assai concorrenziale che risollevò in parte le finanze della Casa tedesca. Alla fine degli anni ’50 arrivo la svolta: iniziò la dinastia dei Quandt che sono ancora oggi al timone della BMW. Dopo la BMW 700 arrivò il lancio della BMW 1500, primo modello della serie Neue Klasse, da cui sarebbero poi derivati i modelli della Serie 02. Questi due modelli ebbero un ruolo fondamentale per la Casa dell’Elica che ritornò alle origini nella sua filosofia. Nel 1966 un’altra tappa importante nella storia della BMW che rilevò per intero il marchio tedesco della Glas, dedito fino a quel momento a vetture di fascia bassa e media. Il primo modello nato nel periodo BMW-Glas fu la 1600 GT, una coupé di fascia medio-bassa venduta con marchio BMW e consistente in una riedizione delle precedenti Glas 1300 e 1700 GT, ma con motore BMW da 1.6 litri. La versione di punta, ossia l’ormai ex-Glas V8, divenne l’antesignana della serie E9, la prima vera coupé di lusso moderna interamente progettata dalla Casa dell’Elica e lanciata nel 1968 assieme alla sua versione berlina, ossia la serie E3.

BMW, la storia dagli anni 70 ad oggi

Nel 1972 vide la luce la Serie 5, a cui faranno seguito le varie Serie 3, 6 e 7. Risale al 1973 la BMW 2002 Turbo, la prima sovralimentata di serie. La crisi petrolifera del 1973 ebbe leggere ripercussioni sulla produzione BMW, tra queste ci fu l’eliminazione proprio della 2002 Turbo dal listino nel novembre 1974. Nel 1975 alla ripresa si accompagnò l’espansione su nuovi mercati. Nell’autunno del 1978 avvenne il lancio della M1. Questo modello era spinto da un vigoroso 6 cilindri in linea da 3,5 litri e da 277 CV di potenza massima. Gli anni ‘80 iniziarono con la produzione della M535i. Nel settembre del 1983 nacque il primo motore diesel marchiato BMW, un’unità da 2443 cm³ sovralimentata mediante turbocompressore e con 115 CV di potenza massima. Tre anni dopo, lo stesso motore fu proposto anche in versione aspirata con potenza massima di 86 CV. Questi due motori furono poi applicati rispettivamente sotto il cofano delle BMW 524td e 524d. Nel 1984 la M635 CSi fu dotata di un motore da 3,5 litri con un implemento della potenza massima che passò a 286CV. Nel 1985 debuttò la prima cabrio BMW, la 325i Cabrio. Il 1986 fu l’anno della più sportiva delle BMV del tempo, la M3 e verso la fine degli anni ’80 toccò debuttare alla Z1 e alla prima generazione delle Serie 8. Nel 1991 BMW fu la prima ad intuire che fosse possibile utilizzare la trazione elettrica per le auto e presentò la E1 al Salone di Francoforte (anche se rimase allo stadio di prototipo). Con l’apertura di stabilimenti negli USA, si pensò di introdurre sul mercato la prima vettura di segmento C, la Serie 3 Compact che rappresentò un flop. Gli anni ’90 videro la BMW espandersi sino nelle Filippine, in Indonesia, Brasile e Vietnam. I primi anni 2000 videro il debutto della quarta generazione della Serie 7 e della X3.

Gli anni 2000

Nel 2004 ci fu il lancio della prima vera BMW di segmento C, ossia la Serie 1, destinata a sostituire la sfortunata Serie 3 Compact. Nel 2007 aprì il BMW Welt, un’area espositiva vicina al Museo BMW e alla stessa fabbrica di Monaco, con negozi, ristoranti e naturalmente la possibilità di ammirare ed eventualmente acquistare una vettura BMW. L’anno seguente vi fu il lancio della X6. Il secondo decennio del nuovo millennio vide la nascita di un’intera serie di famiglie di motori modulari, caratterizzati dalla cilindrata unitaria comune a tutti questi motori e pari a mezzo litro. Questi motori sostituirono tutti gli altri motori a benzina e a gasolio prodotti fino a quel momento. Oltre a questi motori, si procedette verso l’elettrificazione. Furono infatti prodotte alcune versioni ibride su base Serie 3 e Serie 5. In seguito ci fu anche la nascita di modelli elettrici come la i3 e di sportive ibride come la BMW i8.

Ad oggi la Casa dell’Elica continua ad essere uno dei brend più forti ed innovativi sul mercato.

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